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Valdo Spini : “Vent’anni dopo la Bolognina”

6 Mar , 2016,
ICM
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Presentazione del libro di Aldo Spini

Introduce

Avv. Gennaro Famiglietti – Presidente Istituto di Cultura Meridionale

Ne discutono

On. Antonio Rastrelli, già Presidente della Regione Campania

Sen. Prof. Luigi Compagna, Senatore della Repubblica

On. Prof. Umberto Ranieri, già sottosegretario agli Affari Esteri

Prof. Carmine Pinto, Università di Salerno

Conclude l’Autore

On. Prof. Valdo Spini, già Ministro dell Ambiente.

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VENT’ANNI DOPO LA BOLOGNINA
In un periodo molto confuso e caotico per la politica italiana, dove spesso i termini sono
adoperati a sproposito ed in cui un lato dell’Emiciclo parlamentare vive sotto formalina gli ordini
del suo fondatore-padrone che compra a caro prezzo i vari voltagabbana; e l’altro, invece, non
riesce a concretizzare un progetto politico di coalizione che possa creare – come moli elettori
vorrebbero – una linea comune frutto di sintesi e di confronto; il libro di Valdo Spini uscito da
Rubettino (Valdo Spini “Vent’anni dopo la Bolognina” – Rubettino Editore, Catanzaro, marzo
2010, €. 14,00) risulta essere un prezioso strumento per orientarsi nell’attualità.
Scritto da un protagonista della Sinistra italiana, da alcuni ritenuto a torto un “minore” Spini ha
attraversato con coraggio e capacità più di trent’anni di politica attiva, a livello istituzionale come
Deputato dal 1979 al 2008, Ministro dell’Ambiente nei Dicasteri Ciampi ed Amato, Sottosegretario
alla Difesa, ma anche a livello politico-partitico, rappresentando la parte nobile ed onesta del
secondo PSI: Vice Segretario del PSI per la corrente Lombardiana in aperto contrasto con Bettino
Craxi che fece di tutto per ostacolarlo, fondò i laburisti per poi aderire al PDS di D’Alema e
diventare Presidente della Direzione Nazionale dei DS fino alla loro inconcludente scissione. Il
libro ripercorre la coerenza politica di questo personaggio lontano anni luce da Tangentopoli e dal
malcostume che la generò, sempre guidato dalla linea del Socialismo Italiano ed Europeo; in puro
stile valdese non ha mai temuto che le proprie idee potessero ostacolarlo, anche quando queste lo
portavano in minoranza nel PSI come nei DS, quando decise di non aderire al PD contribuendo a
fondare Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, fino a giungere nel 2009 candidandosi a
sindaco di Firenze alla testa di una coalizione di liste civiche e di sinistra contro l’ormai consolidato
potere del PD toscano e del suo evanescente candidato sindaco.
Spini con questo suo lavoro riesce a ricostruire i motivi dell’attuale crisi della Sinistra
italiana, documentandola attraverso un puntuale e preciso apparato di note che supportano la
memoria dell’Autore. Denuncia gli errori, le responsabilità, la fretta che hanno accompagnato
l’ultimo ventennio della politica italiana. Per i ruoli che è riuscito a meritare all’interno del maggior
Partito della Sinistra Italiana della seconda repubblica, Spini – senza paura di essere smentito – può
permettersi di ricostruire le strategie di Occhetto, D’Alema, Fassino e Veltroni; e l’intrecciarsi delle
vicende del centrosinistra e del Paese. Dalla fine del Governo Ciampi alla vittoria di Romano Prodi
e la sua prima caduta seguita dal breve periodo D’Alema fino a giungere al termine dei DS, preludio
della sconfitta di Veltroni, il cui unico problema sembrò esser quello di soffocare la Sinistra
piuttosto che sconfiggere Berlusconi.
Se un difetto lo si deve trovare è quello di una persistente differenziazione storica e politica
tra Socialismo e Comunismo o meglio tra Socialisti ed ex Comunisti (con una propensione, manco a
dirlo, per i primi) dalla quale si percepisce questo confronto figlio di una visione politica
novecentesca, che tuttavia grazie all’Autore non scade mai nell’ideologia becera, ma si ferma a
costatare le differenze tra le due culture che oggi, però, si trovano a convivere pacificamente.
Spini ci consegna un valido strumento di conoscenza della politica nazionale che parte dal secolo
scorso e giunge ai giorni nostri, e che ci fa vedere con gli occhi di chi l’ha vissuta direttamente ciò
che realmente è accaduto alla fine della guerra fredda e la scomparsa dei grandi partiti di massa dei
quali, in certi momenti, si sente una grande nostalgia.
Il libro presenta dunque un punto di vista esclusivo sulla storia che la Sinistra italiana, ed i
suoi protagonisti, hanno scritto negli ultimi trent’anni anche dopo l’affievolimento dei Leaders
storici del dopoguerra; una storia costellata di errori e successi, ma soprattutto di stravolgimenti
politici a cui non sono seguiti adeguati rinnovamenti della sua classe dirigente, di cui oggi ci
sarebbe un gran bisogno.
                                                                                                                                                 Ernesto Ricci

 

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