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Il Ministro della Giustizia Andrea Orlando all’Istituto di Cultura Meridionale

18 Lug , 2017,
ICM
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Lo scorso giovedì 22 giugno, l’Istituto di Cultura Meridionale, nonché lo Studio Legale Famiglietti, è stato protagonista di un evento di indiscusso rilievo che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, tra magistrati, consoli, giornalisti ed alti rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali.

Ospiete d’eccellenza, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, che con la sua presenza ha onorato la conferenza organizzata dal Presidente dell’Istituto, Avv. Gennaro Famiglietti, e moderata da Massimo Milone (Direttore Rai Vaticano) in occasione della presentazione della prima uscita del libro di Antonio Mattone “E adesso la palla passa a me. Malavita, solitudine e riscatto nel carcere” .

L’Avvocato, nei saluti introduttivi, ha voluto fortemente ringraziare l’autore del libro – Responsabile della Comunità di Sant’Egidio per le carceri in Campania – perché con “il suo impegno, la sua passione, la sua fede ed il suo operato” rende migliore la città di Napoli e “l’esistenza di chi ha smarrito il cammino” contribuendo a condurre una “battaglia culturale” che dia nuovo vigore a quei diritti che la Costituzione Italiana riconosce alla persone sottoposte a misure detentive.

L’Avv. Gennaro Famiglietti ha voluto evidenziare come la partecipazione del Ministro sia un segno tangibile non solo dell’importanza dell’iniziativa ma anche dell’impegno profuso dal Governo nell’affrontare la drammatica situazione dei detenuti sebbene si tratti di “una questione decisamente impopolare“. Nel suo discorso, inoltre, ha esortato la politica a riportare “sempre di più il confronto ad un livello sano e rispettoso, volto all’approvazione di leggi eque e lungimiranti” ed ha rivolto i suoi più sentiti complimenti al Ministro Orlando, cui ha manifestato il suo “vivo incoraggiamento e plauso per il lavoro svolto” anche con “la Riforma recentemente approvata perché muove i passi nella giusta direzione“.

Il Ministro Orlando, nel suo breve ed appassionati intervento, ha accolto l’esortazone dell’Avvocato Famiglietti, riconoscendo come troppo spesso la politica abbia usato il carcere come “radice di facile consenso” e dunque come strumento attraverso il quale compiere un “esorcismo sociale” con cui arginare – e dunque, non curare – quelle situazioni di disagio e marginalità quali la tossico dipendenza, l’immigrazione e, talvolta, la povertà. Il Ministro ha poi manifestato l’intenzione, intrapresa con la convocazione degli Stati Generali, di avviare una discussione condivisa tra le istituzioni e le parti sociale che tenga contro della “complessità sociale” del fenomeno e che riporti all’interno del carcere il senso di umanità che leggiamo nella nostra Costituzione, proprio all’art. 27.

Il Magistrato Francesco Cascini (già Presidente ANM) ha illustrato brillantemente ad un folto ed interessato pubblico le varie funzioni che nel corso del tempo sono state attribuite alla pena detentiva, auspicando una “giustizia penale equa e distributiva capace di ricucire il tessuto sociale” e riparare “il conflitto e la frantumazione” che inevitabilmente si innesta tra vittima e carnefice.

Don Raffaele Grimaldi (Ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane) ha condiviso con i presenti in sala la propria esperienza ventennale negli istituti di pena di Secondigliano e Poggioreale, raccontando come molto spesso i volontari che operano nelle carceri incontrino numerose difficoltà nel far comprendere al prossimo la loro missione. Don Raffaele, ha concluso il suo intervento affermando che il lavoro dei volontari può essere compreso sino in fondo solo “chinandosi sull’altro, sporcandosi le mani per accogliere le lacrime e lenire la solitudine“.

Disincantato e senza filtri il Direttore de Il Mattino, Alessandro Barbano, il quale, non senza amarezza, ha “confessato” di considerare “perduta” la battaglia sui diritti dei detenuti perché “una battaglia di minoranza, frutto di sforzi impossibili” che, tuttavia, proprio perché tali vanno lodati. Pur esprimendo apertamente le proprie perplessità in merito al provvedimento del Governo, il giornalista ha mostrato di apprezzare l’impegno del Ministro nell’approvazione della Riforma dell’Ordinamento Penitenziario perché ha avviato un processo di umanizzazione del sistema detentivo che è necessario per salvaguardare la democrazia del nostro Paese.

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