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«Papa Francesco. Questa economia uccide»: presentazione del libro di Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi

6 Ott , 2016,
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«Papa Francesco. Questa economia uccide»: presentazione del libro di Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi

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presentazione del libro
in collaborazione con il Movimento cristiano lavoratoriUnione provinciale di Napoli
Papa Francesco. Questa economia uccide
di Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi – edizioni Piemme

presiede S.E. il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli

 

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introduce e modera Antonio Manzo, inviato speciale del Mattino

interventi

  • Lucio d’Alessandro, rettore dell’università suor Orsola Benincasa
  • Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento cristiani lavoratori
  • Roberto Dante Cogliandro, presidente dell’Associazione italiana Notai cattolici
  • Mario Mustilli, professore di economia presso la Seconda università degli studî di Napoli

partecipa l’autore Andrea Tornielli, vaticanista della Stampa

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi – Presentazione: Gli anni delle meraviglie

5 Ott , 2016,
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Non c’è, probabilmente, nella storia umana e nella sua espressione attraverso l’arte, momento più alto e fervido d’invenzioni di quello che va dalla metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento, da Piero della Francesca a Pontormo. A Firenze, e non solo a Firenze, ma a Venezia, a Ferrara, nelle Marche, in Sicilia, in Sardegna, in Friuli, in Lombardia, gli artisti danno vita a quello che è stato chiamato, con conferente definizione, “Rinascimento”.

Anche prima di quegli anni l’arte era stata sublime, ma Piero della Francesca la arricchisce di una intelligenza che trasforma la pittura in pensiero, in teorema, ben oltre le esigenze devozionali. Davanti alla Flagellazione di Urbino non è più sufficiente l’iconografia religiosa, e così davanti alla Annunciata di Antonello da Messina, alla Tempesta di Giorgione, all’Amor sacro e Amor profano di Tiziano, alla Deposizione di Cristo di Pontormo. Di anno in anno appaiono capolavori sempre più sorprendenti.

Tra 1470 e 1475 la creatività dei pittori e degli scultori raggiunge vette inattingibili; ma sarà così, di quinquennio in quinquennio, fino alla metà del Cinquecento. Sono gli anni di Mantegna, Cosmè Tura, Botticelli, Leonardo, di Raffaello, di Michelangelo, ma anche di Giovanni Bellini, di Lorenzo Lotto, di Tiziano, di Correggio, di Parmigianino. Sono gli anni delle meraviglie, in cui l’artista si sfida, in un continuo superarsi.

Il Rinascimento si radicalizza nel Manierismo, e ciò che era ordinato e razionale in Piero, diventa tumultuoso in Pontormo. Un’inesauribile potenza espressiva domina il mondo e lo arricchisce liberando ogni genere di fantasia.

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​«L’amore non è un madrigale», presentazione del romanzo di Valeria Jacobacci

20 Giu , 2016,
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all’Istituto di Cultura meridionale, giovedì 23 giugno, ore 18

«L’amore non è un madrigale»

presentazione del romanzo storico di Valeria Jacobacci edito da Graus

Giovedì 23 giugno, alle 18, a palazzo Arlotta (via Chiatamone 63), sede partenopea dell’Istituto di Cultura meridionale si terrà la presentazione del libro L’amore non è un madrigale di Valeria Jacobacci, edito da Graus.

All’incontro, dopo l’introduzione di Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto, interverranno la giornalista Titta Fiore, lo scrittore Mauro Giancaspro, il musicista Eugenio Bennato e il vaticanista Francesco Antonio Grana.

Particolarmente interessata alla storia e a quelle figure di rilievo che meglio esprimono peculiarità e contraddizioni dei periodi in cui hanno vissuto, Jacobacci ha pubblicato romanzi, scritto saggi e articoli comparsi su quotidiani e periodici.

L’amore non è un madrigale è un romanzo storico ambientato in pieno ‘500, del Rinascimento italiano ha le fondamentali connotazioni, il fascino particolare delle corti, il gusto per l’arte, la poesia, la musica, nel clima tuttavia sofferto che si respira fra Riforma protestante e Controriforma cattolica.

Lo spunto narrativo nasce da una ricerca personale. Il ritratto di Settimia Jacobacci, commissionato dal cardinale Alessandro Farnese, una miniatura che risale al 1553, è esposto nel Museo di Capodimonte, a Napoli. Che legame esiste fra l’autrice e la presunta ava? Forse nessuno eccetto il cognome. Tuttavia una memoria familiare porta a Parma e a casa Farnese, la donna del ritratto è una dama della corte parmense. Il resto è stato tutto da costruire e, in massima parte, affidato al sentimento letterario che legge il tema umano in seno alla storia.

Sullo sfondo del racconto una mitica Venezia dove il libero pensiero trova l’ultimo rifugio prima che il clima controriformista blocchi ogni anelito; uomini, libri, idee bruciano sul rogo. Fra i personaggi Annibal Caro, traduttore dell’Eneide e segretario particolare del cardinale Alessandro Farnese, i grandi artisti della pittura Tiziano, Tintoretto, il miniaturista Clovio (al secolo Julius Klovijk, autore del ritratto di Settimia) e altri animano una scena che diventa teatro nel disperato tentativo di fermare delitto e corruzione, nascono complotti contro l’Inquisizione che tende a soffocare ogni libero pensiero. L’amore dà senso a tutto ma è arduo fermarlo, sfugge come una musica, non si può comporre, non è un madrigale.

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Valdo Spini : “Vent’anni dopo la Bolognina”

6 Mar , 2016,
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Presentazione del libro di Aldo Spini

Introduce

Avv. Gennaro Famiglietti – Presidente Istituto di Cultura Meridionale

Ne discutono

On. Antonio Rastrelli, già Presidente della Regione Campania

Sen. Prof. Luigi Compagna, Senatore della Repubblica

On. Prof. Umberto Ranieri, già sottosegretario agli Affari Esteri

Prof. Carmine Pinto, Università di Salerno

Conclude l’Autore

On. Prof. Valdo Spini, già Ministro dell Ambiente.

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VENT’ANNI DOPO LA BOLOGNINA
In un periodo molto confuso e caotico per la politica italiana, dove spesso i termini sono
adoperati a sproposito ed in cui un lato dell’Emiciclo parlamentare vive sotto formalina gli ordini
del suo fondatore-padrone che compra a caro prezzo i vari voltagabbana; e l’altro, invece, non
riesce a concretizzare un progetto politico di coalizione che possa creare – come moli elettori
vorrebbero – una linea comune frutto di sintesi e di confronto; il libro di Valdo Spini uscito da
Rubettino (Valdo Spini “Vent’anni dopo la Bolognina” – Rubettino Editore, Catanzaro, marzo
2010, €. 14,00) risulta essere un prezioso strumento per orientarsi nell’attualità.
Scritto da un protagonista della Sinistra italiana, da alcuni ritenuto a torto un “minore” Spini ha
attraversato con coraggio e capacità più di trent’anni di politica attiva, a livello istituzionale come
Deputato dal 1979 al 2008, Ministro dell’Ambiente nei Dicasteri Ciampi ed Amato, Sottosegretario
alla Difesa, ma anche a livello politico-partitico, rappresentando la parte nobile ed onesta del
secondo PSI: Vice Segretario del PSI per la corrente Lombardiana in aperto contrasto con Bettino
Craxi che fece di tutto per ostacolarlo, fondò i laburisti per poi aderire al PDS di D’Alema e
diventare Presidente della Direzione Nazionale dei DS fino alla loro inconcludente scissione. Il
libro ripercorre la coerenza politica di questo personaggio lontano anni luce da Tangentopoli e dal
malcostume che la generò, sempre guidato dalla linea del Socialismo Italiano ed Europeo; in puro
stile valdese non ha mai temuto che le proprie idee potessero ostacolarlo, anche quando queste lo
portavano in minoranza nel PSI come nei DS, quando decise di non aderire al PD contribuendo a
fondare Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo, fino a giungere nel 2009 candidandosi a
sindaco di Firenze alla testa di una coalizione di liste civiche e di sinistra contro l’ormai consolidato
potere del PD toscano e del suo evanescente candidato sindaco.
Spini con questo suo lavoro riesce a ricostruire i motivi dell’attuale crisi della Sinistra
italiana, documentandola attraverso un puntuale e preciso apparato di note che supportano la
memoria dell’Autore. Denuncia gli errori, le responsabilità, la fretta che hanno accompagnato
l’ultimo ventennio della politica italiana. Per i ruoli che è riuscito a meritare all’interno del maggior
Partito della Sinistra Italiana della seconda repubblica, Spini – senza paura di essere smentito – può
permettersi di ricostruire le strategie di Occhetto, D’Alema, Fassino e Veltroni; e l’intrecciarsi delle
vicende del centrosinistra e del Paese. Dalla fine del Governo Ciampi alla vittoria di Romano Prodi
e la sua prima caduta seguita dal breve periodo D’Alema fino a giungere al termine dei DS, preludio
della sconfitta di Veltroni, il cui unico problema sembrò esser quello di soffocare la Sinistra
piuttosto che sconfiggere Berlusconi.
Se un difetto lo si deve trovare è quello di una persistente differenziazione storica e politica
tra Socialismo e Comunismo o meglio tra Socialisti ed ex Comunisti (con una propensione, manco a
dirlo, per i primi) dalla quale si percepisce questo confronto figlio di una visione politica
novecentesca, che tuttavia grazie all’Autore non scade mai nell’ideologia becera, ma si ferma a
costatare le differenze tra le due culture che oggi, però, si trovano a convivere pacificamente.
Spini ci consegna un valido strumento di conoscenza della politica nazionale che parte dal secolo
scorso e giunge ai giorni nostri, e che ci fa vedere con gli occhi di chi l’ha vissuta direttamente ciò
che realmente è accaduto alla fine della guerra fredda e la scomparsa dei grandi partiti di massa dei
quali, in certi momenti, si sente una grande nostalgia.
Il libro presenta dunque un punto di vista esclusivo sulla storia che la Sinistra italiana, ed i
suoi protagonisti, hanno scritto negli ultimi trent’anni anche dopo l’affievolimento dei Leaders
storici del dopoguerra; una storia costellata di errori e successi, ma soprattutto di stravolgimenti
politici a cui non sono seguiti adeguati rinnovamenti della sua classe dirigente, di cui oggi ci
sarebbe un gran bisogno.
                                                                                                                                                 Ernesto Ricci

 

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Il Libro Bianco – la vita buona nella società attiva

2 Mar , 2016,
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librobianco_copertinaAll’Istituto di Cultura Meridionale presentazione del “Il Libro Bianco – la vita buona nella società attiva – quale modello per il sud?”.

Il 10 dicembe 2009, alle ore 17,30, all’Istituto di Cultura Meridionale, in Via Chiatamone 63, a Napoli, ci sarà la presentazione del “Il Libro Bianco – la vita buona nella società attiva – quale modello per il sud?”.

Una giornata fondativa per l’Istituto di Studi Meridionali, associazione presieduta dall’On. Erminia Mazzoni e federata con Magna Carta; un utile approfondimento delle problematiche meridionali alla presenza del Ministro Sacconi e del Sen. Gaetano Quagliariello.
Presenti inoltre l’economista prof. Mario Mustilli e l’avv. Gennaro Famiglietti, modererà il giornalista RAI e direttore del TGR Campania, Massimo Milone.

Momento d’approfondimento meridionalista da non perdere.

Maurizio Vitiello

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Edinson Cavani – Quello che ho nel cuore

Mar , 2016,
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Il centravanti del Napoli non è solo un grande atleta, è un atleta di Cristo. Edinson Cavani, bomber uruguagio, da diversi anni ha abbracciato la fede cristiana ed è entrato a far parte di quel gruppo di “sportivi professionisti di tutte le discipline che hanno in comune l’amore per Gesù Cristo e lo riconoscono come Signore e Salvatore della loro vita. Questi sportivi si assumono la responsabilità di vivere una vita cristiana concorde alla volontà di Dio nel mondo dello sport”, come spiega il sito ufficiale degli Atleti di Cristo www.atletidicristo.org. Come Legrottaglie della Juventus, Lucio dell’Inter, Kakà del Real Madrid e tanti altri professionisti top, Cavani non fa mistero della sua fede e cerca di conciliare la sua vita professionale con il suo credo religioso, vivendolo quotidianamente, dalla chiesa allo spogliatoio. In questo libro Cavani racconta come si è avvicinato a Gesù e come questo incontro ha cambiato in meglio la sua vita. Tanto da “costringerlo” a farne testimonianza.

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Cento città contro il museo Cesare Lombroso

16 Feb , 2016,
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all’Istituto di Cultura meridionale

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Cento città contro il museo Lombroso

Napoli – Cento città contro il museo Cesare Lombroso è il titolo del libro di Domenico Iannantuoni, Rosanna Lodesani e Francesco Antonio Schiraldiche sarà presentato all’Istituto di Cultura meridionale a palazzo Arlotta (via Chiatamone, 63), venerdì 26 febbraio prossimo, alle 17:30.

Con il sottotitolo «La barbarie della falsa scienza inventa le due Italie», il volume propone l’iniziativa del «comitato tecnico-scientificoNo Lombroso» che ha condotto ben più di cento amministrazioni comunali ad aderire alla proposta di ridare «dignità alle centinaia di resti umani, esposti insensatamente al pubblico, già razziati da Cesare Lombroso nella sua mistificante carriera di scienziato, poi trasferiti senza titolo alcuno al museo di Antropologia criminale di Torino».

Dopo l’introduzione di Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto, Ivan Cuocolo presenterà il libro dialogando con gli autori.

Ospiti d’onore i testimonial del comitato padre Antonio Loffredo ed Eugenio Bennato.

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GESÙ NON AVEVA AMICI (E NEMMENO UNA FAMIGLIA)

4 Nov , 2015,
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Geo Nocchetti

GESÙ NON AVEVA AMICI (E NEMMENO UNA FAMIGLIA)

«In questo serio e impetuoso libello, che investe temi fondamentali della vita, dalla religione alla famiglia, alla politica, all’amicizia, alla fedeltà, al tradimento, si sente l’intelligenza viva e paradossale di un altro testo fondamentale del libertarismo: Difendere l’indifendibile di Walter Block.
Tutti i luoghi comuni sono rovesciati; ma in particolare un “luogo” comune, per la convergenza verso di esso di persone, altrimenti accorte, intelligenti, avvedute: il matrimonio. […] È inatteso, alla fine della lettura di questo insolito pamphlet, dissacratorio, sofistico, rigorosamente razionale e amaramente disilluso, ritrovare parole così positive, così semplici, così immediate.
E non sono parole in prestito, e neppure finzioni di mecenatismo, beneficenza, solidarietà, ma l’ultima soglia di resistenza contro la maggioranza conformista». (dalla Prefazione di Vittorio Sgarbi)

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«Mio fratello non aveva amici e nemmeno una famiglia.

Mio fratello non aveva una famiglia.
Il prossimo era la sua famiglia.
Mio fratello non aveva amici, ma discepoli.
Non c’è amicizia tra dissimili…».

“Pater familias”; “due cuori e una capanna”; “famiglia aperta”; “amico del cuore”.
Una fiera di luoghi comuni, quella che Nocchetti, nel suo irriverente pamphlet, analizza al luminol, arrivando a svelarne la vera natura: cellule economiche in cui omertà e complicità la fanno da padroni, avvicinandole pericolosamente alle relazioni di mafia e ai diversi nuclei criminogeni delle violenti tifoserie ultrà.
L’autore dissacra con realismo le categorie sociali di “famiglia” e “amicizia”, operando un radicale stravolgimento dei concetti e dei significati a questi termini storicamente associati.
Senza falsa diplomazia, affronta temi scottanti come il mercimonio della “Borsa dei sentimenti” e l’inflazione del vocabolo “amicizia”, passando dai compagni di partito al circolo degli “amici degli amici”, senza tralasciare quella che definisce, a rigor di logica, la giostra della “solidarietà organizzata”.
Realtà del nostro vivere, scandagliate con coraggio, rivendicando il “diritto all’odio”, non rappresentato come diritto di azione a ledere l’altro, ma come libero arbitrio a coltivarne il senso, così come la scelta della solitudine, tanto vituperata e temuta ai giorni nostri.
Con una lingua iperbolica e tagliente, ricca di frasi al vetriolo, Nocchetti affida al lettore le riflessioni irriverenti di una voce “fuori dal coro”, denunciando i falsi valori su cui si fonda la società moderna, consegnandoci una critica sociale degna del miglior Vidal. Geo Nocchetti nasce a Campobasso il 22 aprile 1959.

A ventidue anni si laurea con lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e, contemporaneamente, diventa giornalista professionista e poi avvocato. Specializzatosi in Diritto Amministrativo, comincia a lavorare come inviato speciale del «Diario di Napoli», collabora quindi con «Il Mattino» e infine approda in Rai, nel 1983 a Potenza e a partire dal 1988 nel capoluogo campano, dove è inviato speciale e vice caporedattore.
Si occupa di criminalità organizzata e di cronaca giudiziaria e nera, seguendo anche la cultura e gli spettacoli.
Lavora, sia in Italia che all’estero, per trasmissioni come «Samarcanda», «Piacere Raiuno», «Uno Mattina», «Italie» e «Serata Tg1». Dal 1988 al 1996 è corrispondente del settimanale «Famiglia Cristiana», dal 1996 al 2002 è inviato per «La cronaca in diretta», trasmissione per la quale realizza oltre 900 dirette. Dal 2000 al 2002 effettua servizi e collegamenti per la trasmissione «Porta a Porta».
Dal 2008 è editorialista del «Corriere del Mezzogiorno», l’edizione campana del «Corriere della Sera».
Ha pubblicato due biografie: Peppino Di Capri. Il sognatore (Rai-Eri, 2004) e Napoli solo andata… Il mio lungo viaggio (Sperling & Kupfer, 2005) su Mario Merola.
Con Tullio Pironti ha pubblicato nel 2010 il romanzo Saldi di fine emozione, accolto con grande favore da pubblico e critica.

 

 

 

 

 

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IL NAVIGATORE. ACHILLE LAURO, UNA VITA PER IL MARE

Nov , 2015,
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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL NAVIGATORE. ACHILLE LAURO, UNA VITA PER IL MARE” DI ACHILLE LAURO

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Napoli, 13 novembre 2015. Presso l’Istituto di Cultura Meridionale in Napoli, si è tenuta la presentazione del libro di Achilleugenio Lauro “Il Navigatore. Achille Lauro, una vita per il mare”. Introdotta dal Presidente dell’Istituto Gennaro Famiglietti, e dopo i saluti del Delegato Costantiniano per la Campania Marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, si sono avvicendati a narrare  la vita di Achille Lauro Giuseppe Del Barone, Umberto Ranieri e Riccardo Villari. Una vita lunga, quella di Lauro, e spesa su molti versanti: quello armatoriale con la flotta seconda in Italia, quello politico come Sindaco di Napoli e quello sportivo quale amatissimo presidente della società calcio cittadina.

 

 

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VINCENZO SALEMME all’ICM ospite d’onore alla presentazione del libro “Che spettacolo” di Lucio Mirra Patron del Teatro Diana

24 Set , 2015,
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presentazione del libro «Che spettacolo! Tra teatro e cinema, un viaggio lungo cinquant’anni» di Lucio Mirra

presentazione del libro «Che spettacolo! Tra teatro e cinema, un viaggio lungo cinquant’anni» di Lucio Mirra

 

Sabato 3 ottobre prossimo, alle 19, si terrà all’Istituto di Cultura meridionale la presentazione del libro Che spettacolo! Tra teatro e cinema, un viaggio lungo cinquant’anni di Lucio Mirra, promosso dall’Istituto e dal Centro studi Michele Prisco.

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Interviene l’autore con la partecipazione straordinaria di Vincenzo Salemme.
Introduce e coordina Gennaro Famiglietti.
Indirizzo di saluto di Caterina Prisco.

Il libro è edito da Homo scrivens nella collana Arti.

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