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La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo.

22 Giu , 2015,
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Si terrà giovedì 25 giugno alle ore 18:00 la presentazione del libro “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo” di Maria Gargotta.  Assieme all’autrice saranno presenti in via eccezionale Francesco D’Episcopo e Gianpasquale Greco. Il libro edito Graus verrà presentato all’Istituto di cultura meridionale in via Chiatamone 63, presso l’elegante Palazzo Arlotta.  All’incontro interverranno Anna Gertrude Pessina, Apollonia Striano. I lavori saranno introdotti dal Presidente dell’Istituto avvocato Gennaro Famiglietti e coordinati da Armida Parisi.

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Il I novembre 2014, Francesco D’Episcopo si è pensionato dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove si è formato e ha insegnato Letteratura Italiana per oltre un quarantennio, interrotto solo dal servizio militare e da un periodo di insegnamento all’Istituto Universitario Orientale.
Questo è un primo tributo alla sua instancabile attività di docente e studioso, concentrato sulla città (e sulla sua infinita cultura), che ha più amato e non ha mai tradito.
 

il libro

Questa città «rampicante», ma anche città-donna, come in più occasioni il D’Episcopo ha asserito, se profondamente amata, si lascia squarciare e penetrare fin nelle sue pieghe più riposte, anche attraverso i suoi scrittori, quelli che hanno saputo trovare le parole, che il napoletano verace, il solo che «può raccontare e rappresentare dal di dentro la “sua” città», come egli afferma in un intervento dedicato a Domenico Starnone, non sempre però riesce a trovare. È per questo che, nell’intento e nel desiderio di offrire di Napoli, di cui il nostro critico si sente parte verace, nonostante la nascita molisana, una rappresentazione non oleografica, ma vera e viva nella sua sorprendente imprevedibilità, il D’Episcopo si è appassionatamente immerso nelle pagine vive di grandi napoletani, più o meno conosciuti, per trarne fuori l’essenza contraddittoria e sfuggente della città.

l’autore

 

Maria Gargotta è nata a Napoli il 27 dicembre 1957, dove vive. Si è laureata in Lettere classiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il 28 ottobre 1983, con la votazione di 110 e lode, discutendo una tesi in Letteratura Italiana  sulla poetica di Giovanni Gioviano Pontano. Come vincitrice di concorso, ha insegnato Materie letterarie nella Scuola media e negli Istituti secondari di secondo grado.  È attualmente in attività, come docente di Materie letterarie, presso il Liceo Artistico di Napoli. È stata cultrice della materia negli insegnamenti di Letteratura Italiana e Critica letteraria e letterature comparate presso il Corso di Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si occupa di critica letteraria, di narrativa e di poesia. Ha partecipato a concorsi letterari, conseguendo quattro premi: un primo e un secondo posto per la narrativa e per la poesia.
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni scientifiche nei volumi: Vincenzo Maria Rippo, Incontro e distacco, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1990. Con Francesco D’Episcopo, Sergio Campailla. Stagioni siciliane tra narrativa e critica, Graus editore, Napoli 2008. La Salerno letteraria di Francesco D’Episcopo: Masuccio e Alfonso Gatto, Edizioni Plectica, Salerno 2009. È, inoltre, autrice di ampi saggi su Montale pittore, Enzo Striano, William Wordsworth.

Doriana Martini: “Prigionieri di noi stessi”

2 Mar , 2015,
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In occasione della presentazione del nuovo libro dell’autrice Doriana Martini, “Prigionieri di noi stessi”, saranno presenti Ermanno Corsi e Anella Prisco.

Ad introdurre e coordinare l’evento ci sarà l’Avv. Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale.

Invito Covella

Giuliana Covella: Rapido 904, la strage dimenticata

18 Dic , 2014,
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Si svolgerà giovedì 18 dicembre, alle ore 17.30, presso la sede dell’Istituto di Cultura meridionale in via Chiatamone 63 a Napoli, la presentazione del libro “Rapido 904, la strage dimenticata” di Giuliana Covella, Graus editore.
Alla presentazione interverranno:
il sindaco di Napoli Luigi de Magistris
la presidente dell’associazione Familiari Vittime Strage Rapido 904Rosaria Manzo
il presidente dell’Istituto di Cultura meridionale Gennaro Famiglietti.
Modera Ettore de Lorenzo
Letture a cura di Rosaria De Cicco
Sarà presente l’autrice.

IL LIBRO

«Esiste una forza interna allo Stato, la stessa che compie le stragi, che impedisce l’accertamento della verità: lo Stato, anche in questo caso, non processerà mai se stesso». A parlare è l’ex giudice Ferdinando Imposimato, nel libro “Rapido 904, la strage dimenticata” di Giuliana Covella (Graus editore). Alla vigilia del trentennale di quel massacro il volume (che inaugura la collana Lettera 32) ricostruisce quella che fu definita la “strage di Natale”, in cui morirono 17 persone e ne rimasero ferite 267. Era il 23 dicembre 1984. Poco più di dieci anni prima, il 4 agosto 1974, un’altra ecatombe aveva scosso l’Italia, quella dell’Italicus con il suo bilancio di sangue di 12 morti e 48 feriti, che fu poi rivendicata da “Ordine nero”. Ma chi ha pagato per le vittime del Rapido 904? Di chi sono le responsabilità? Chi aveva interesse a far saltare in aria la nona carrozza del Napoli-Milano a bordo del quale viaggiavano tanti innocenti? I giudici condannarono il cassiere di Cosa Nostra Pippo Calò, i suoi aiutanti Guido Cercola e Franco Di Agostino e l’artificiere tedesco Friedrich Schaudinn, mentre fu assolto dal reato di strage il boss della camorra Giuseppe Misso, condannato solo per detenzione di esplosivo insieme all’ex parlamentare Massimo Abbatangelo. Ma nel 2010 – sulla base di nuove testimonianze di pentiti – spunta il nome di Totò Riina, che spinge i pm della Dda di Napoli a riaprire le indagini, poi trasferite per competenza a Firenze. Secondo i magistrati la «strage di Natale» fu la prima risposta al maxiprocesso di Palermo ed è collegata agli attentati degli anni novanta: dalle consulenze tecniche è emerso che l’esplosivo usato per il Rapido 904 (pentrite, T4, nitroglicerina e tritolo) è lo stesso che negli anni ‘90 uccise Falcone e Borsellino. Il libro punta dunque a tracciare il quadro di un accordo mafia, Stato e Servizi segreti deviati, da cui non esce immune la camorra. Eppure oggi, a distanza di trent’anni, i mandanti e i misteri restano irrisolti.

L’AUTRICE

Nata a Napoli nel 1972, Giuliana Covella si è laureata in Lettere Moderne alla Federico II con una tesi in Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo.
Giornalista professionista, è stata redattrice del quotidiano “Napolipiù-La Verità”, ha collaborato per “Il Roma” ed attualmente scrive per le pagine di cronaca de “Il Mattino”. Collabora, inoltre, per i settimanali “Gente” e “Io Donna”. Ha già pubblicato “Otto centimetri di morte” (2010) e “L’Uomo nero ha gli occhi azzurri” (2012) con Guida e “Fiore…come me” (2013) con Spazio Creativo. È consulente anti racket di Sos Impresa – Confesercenti Campania e consulente per la Legalità presso la terza Municipalità del Comune di Napoli.
Per il suo impegno civile è stata insignita di numerosi premi, tra cui il Premio Nazionale Paolo Borsellino e il Premio Nazionale Megaris a ottobre e a novembre 2014.

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