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Il Libro Bianco – la vita buona nella società attiva

2 Mar , 2016,
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librobianco_copertinaAll’Istituto di Cultura Meridionale presentazione del “Il Libro Bianco – la vita buona nella società attiva – quale modello per il sud?”.

Il 10 dicembe 2009, alle ore 17,30, all’Istituto di Cultura Meridionale, in Via Chiatamone 63, a Napoli, ci sarà la presentazione del “Il Libro Bianco – la vita buona nella società attiva – quale modello per il sud?”.

Una giornata fondativa per l’Istituto di Studi Meridionali, associazione presieduta dall’On. Erminia Mazzoni e federata con Magna Carta; un utile approfondimento delle problematiche meridionali alla presenza del Ministro Sacconi e del Sen. Gaetano Quagliariello.
Presenti inoltre l’economista prof. Mario Mustilli e l’avv. Gennaro Famiglietti, modererà il giornalista RAI e direttore del TGR Campania, Massimo Milone.

Momento d’approfondimento meridionalista da non perdere.

Maurizio Vitiello

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Edinson Cavani – Quello che ho nel cuore

Mar , 2016,
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Il centravanti del Napoli non è solo un grande atleta, è un atleta di Cristo. Edinson Cavani, bomber uruguagio, da diversi anni ha abbracciato la fede cristiana ed è entrato a far parte di quel gruppo di “sportivi professionisti di tutte le discipline che hanno in comune l’amore per Gesù Cristo e lo riconoscono come Signore e Salvatore della loro vita. Questi sportivi si assumono la responsabilità di vivere una vita cristiana concorde alla volontà di Dio nel mondo dello sport”, come spiega il sito ufficiale degli Atleti di Cristo www.atletidicristo.org. Come Legrottaglie della Juventus, Lucio dell’Inter, Kakà del Real Madrid e tanti altri professionisti top, Cavani non fa mistero della sua fede e cerca di conciliare la sua vita professionale con il suo credo religioso, vivendolo quotidianamente, dalla chiesa allo spogliatoio. In questo libro Cavani racconta come si è avvicinato a Gesù e come questo incontro ha cambiato in meglio la sua vita. Tanto da “costringerlo” a farne testimonianza.

Cento città contro il museo Cesare Lombroso

16 Feb , 2016,
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all’Istituto di Cultura meridionale

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Cento città contro il museo Lombroso

Napoli – Cento città contro il museo Cesare Lombroso è il titolo del libro di Domenico Iannantuoni, Rosanna Lodesani e Francesco Antonio Schiraldiche sarà presentato all’Istituto di Cultura meridionale a palazzo Arlotta (via Chiatamone, 63), venerdì 26 febbraio prossimo, alle 17:30.

Con il sottotitolo «La barbarie della falsa scienza inventa le due Italie», il volume propone l’iniziativa del «comitato tecnico-scientificoNo Lombroso» che ha condotto ben più di cento amministrazioni comunali ad aderire alla proposta di ridare «dignità alle centinaia di resti umani, esposti insensatamente al pubblico, già razziati da Cesare Lombroso nella sua mistificante carriera di scienziato, poi trasferiti senza titolo alcuno al museo di Antropologia criminale di Torino».

Dopo l’introduzione di Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto, Ivan Cuocolo presenterà il libro dialogando con gli autori.

Ospiti d’onore i testimonial del comitato padre Antonio Loffredo ed Eugenio Bennato.

GESÙ NON AVEVA AMICI (E NEMMENO UNA FAMIGLIA)

4 Nov , 2015,
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Geo Nocchetti

GESÙ NON AVEVA AMICI (E NEMMENO UNA FAMIGLIA)

«In questo serio e impetuoso libello, che investe temi fondamentali della vita, dalla religione alla famiglia, alla politica, all’amicizia, alla fedeltà, al tradimento, si sente l’intelligenza viva e paradossale di un altro testo fondamentale del libertarismo: Difendere l’indifendibile di Walter Block.
Tutti i luoghi comuni sono rovesciati; ma in particolare un “luogo” comune, per la convergenza verso di esso di persone, altrimenti accorte, intelligenti, avvedute: il matrimonio. […]
È inatteso, alla fine della lettura di questo insolito pamphlet, dissacratorio, sofistico, rigorosamente razionale e amaramente disilluso, ritrovare parole così positive, così semplici, così immediate.
E non sono parole in prestito, e neppure finzioni di mecenatismo, beneficenza, solidarietà, ma l’ultima soglia di resistenza contro la maggioranza conformista». (dalla Prefazione di Vittorio Sgarbi)

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«Mio fratello non aveva amici e nemmeno una famiglia.

Mio fratello non aveva una famiglia.
Il prossimo era la sua famiglia.
Mio fratello non aveva amici, ma discepoli.
Non c’è amicizia tra dissimili…».

“Pater familias”; “due cuori e una capanna”; “famiglia aperta”; “amico del cuore”.
Una fiera di luoghi comuni, quella che Nocchetti, nel suo irriverente pamphlet, analizza al luminol, arrivando a svelarne la vera natura: cellule economiche in cui omertà e complicità la fanno da padroni, avvicinandole pericolosamente alle relazioni di mafia e ai diversi nuclei criminogeni delle violenti tifoserie ultrà.
L’autore dissacra con realismo le categorie sociali di “famiglia” e “amicizia”, operando un radicale stravolgimento dei concetti e dei significati a questi termini storicamente associati.
Senza falsa diplomazia, affronta temi scottanti come il mercimonio della “Borsa dei sentimenti” e l’inflazione del vocabolo “amicizia”, passando dai compagni di partito al circolo degli “amici degli amici”, senza tralasciare quella che definisce, a rigor di logica, la giostra della “solidarietà organizzata”.
Realtà del nostro vivere, scandagliate con coraggio, rivendicando il “diritto all’odio”, non rappresentato come diritto di azione a ledere l’altro, ma come libero arbitrio a coltivarne il senso, così come la scelta della solitudine, tanto vituperata e temuta ai giorni nostri.
Con una lingua iperbolica e tagliente, ricca di frasi al vetriolo, Nocchetti affida al lettore le riflessioni irriverenti di una voce “fuori dal coro”, denunciando i falsi valori su cui si fonda la società moderna, consegnandoci una critica sociale degna del miglior Vidal. Geo Nocchetti nasce a Campobasso il 22 aprile 1959.

A ventidue anni si laurea con lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e, contemporaneamente, diventa giornalista professionista e poi avvocato. Specializzatosi in Diritto Amministrativo, comincia a lavorare come inviato speciale del «Diario di Napoli», collabora quindi con «Il Mattino» e infine approda in Rai, nel 1983 a Potenza e a partire dal 1988 nel capoluogo campano, dove è inviato speciale e vice caporedattore.
Si occupa di criminalità organizzata e di cronaca giudiziaria e nera, seguendo anche la cultura e gli spettacoli.
Lavora, sia in Italia che all’estero, per trasmissioni come «Samarcanda», «Piacere Raiuno», «Uno Mattina», «Italie» e «Serata Tg1». Dal 1988 al 1996 è corrispondente del settimanale «Famiglia Cristiana», dal 1996 al 2002 è inviato per «La cronaca in diretta», trasmissione per la quale realizza oltre 900 dirette. Dal 2000 al 2002 effettua servizi e collegamenti per la trasmissione «Porta a Porta».
Dal 2008 è editorialista del «Corriere del Mezzogiorno», l’edizione campana del «Corriere della Sera».
Ha pubblicato due biografie: Peppino Di Capri. Il sognatore (Rai-Eri, 2004) e Napoli solo andata… Il mio lungo viaggio (Sperling & Kupfer, 2005) su Mario Merola.
Con Tullio Pironti ha pubblicato nel 2010 il romanzo Saldi di fine emozione, accolto con grande favore da pubblico e critica.

 

 

 

 

 

IL NAVIGATORE. ACHILLE LAURO, UNA VITA PER IL MARE

Nov , 2015,
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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL NAVIGATORE. ACHILLE LAURO, UNA VITA PER IL MARE” DI ACHILLE LAURO

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Napoli, 13 novembre 2015. Presso l’Istituto di Cultura Meridionale in Napoli, si è tenuta la presentazione del libro di Achilleugenio Lauro “Il Navigatore. Achille Lauro, una vita per il mare”. Introdotta dal Presidente dell’Istituto Gennaro Famiglietti, e dopo i saluti del Delegato Costantiniano per la Campania Marchese Don Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, si sono avvicendati a narrare  la vita di Achille Lauro Giuseppe Del Barone, Umberto Ranieri e Riccardo Villari. Una vita lunga, quella di Lauro, e spesa su molti versanti: quello armatoriale con la flotta seconda in Italia, quello politico come Sindaco di Napoli e quello sportivo quale amatissimo presidente della società calcio cittadina.

 

 

VINCENZO SALEMME all’ICM ospite d’onore alla presentazione del libro “Che spettacolo” di Lucio Mirra Patron del Teatro Diana

24 Set , 2015,
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presentazione del libro «Che spettacolo! Tra teatro e cinema, un viaggio lungo cinquant’anni» di Lucio Mirra

presentazione del libro «Che spettacolo! Tra teatro e cinema, un viaggio lungo cinquant’anni» di Lucio Mirra

 

Sabato 3 ottobre prossimo, alle 19, si terrà all’Istituto di Cultura meridionale la presentazione del libro Che spettacolo! Tra teatro e cinema, un viaggio lungo cinquant’anni di Lucio Mirra, promosso dall’Istituto e dal Centro studi Michele Prisco.

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Interviene l’autore con la partecipazione straordinaria di Vincenzo Salemme.
Introduce e coordina Gennaro Famiglietti.
Indirizzo di saluto di Caterina Prisco.

Il libro è edito da Homo scrivens nella collana Arti.

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La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo.

22 Giu , 2015,
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Si terrà giovedì 25 giugno alle ore 18:00 la presentazione del libro “La Napoli letteraria di Francesco D’Episcopo” di Maria Gargotta.  Assieme all’autrice saranno presenti in via eccezionale Francesco D’Episcopo e Gianpasquale Greco. Il libro edito Graus verrà presentato all’Istituto di cultura meridionale in via Chiatamone 63, presso l’elegante Palazzo Arlotta.  All’incontro interverranno Anna Gertrude Pessina, Apollonia Striano. I lavori saranno introdotti dal Presidente dell’Istituto avvocato Gennaro Famiglietti e coordinati da Armida Parisi.

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Il I novembre 2014, Francesco D’Episcopo si è pensionato dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove si è formato e ha insegnato Letteratura Italiana per oltre un quarantennio, interrotto solo dal servizio militare e da un periodo di insegnamento all’Istituto Universitario Orientale.
Questo è un primo tributo alla sua instancabile attività di docente e studioso, concentrato sulla città (e sulla sua infinita cultura), che ha più amato e non ha mai tradito.
 

il libro

Questa città «rampicante», ma anche città-donna, come in più occasioni il D’Episcopo ha asserito, se profondamente amata, si lascia squarciare e penetrare fin nelle sue pieghe più riposte, anche attraverso i suoi scrittori, quelli che hanno saputo trovare le parole, che il napoletano verace, il solo che «può raccontare e rappresentare dal di dentro la “sua” città», come egli afferma in un intervento dedicato a Domenico Starnone, non sempre però riesce a trovare. È per questo che, nell’intento e nel desiderio di offrire di Napoli, di cui il nostro critico si sente parte verace, nonostante la nascita molisana, una rappresentazione non oleografica, ma vera e viva nella sua sorprendente imprevedibilità, il D’Episcopo si è appassionatamente immerso nelle pagine vive di grandi napoletani, più o meno conosciuti, per trarne fuori l’essenza contraddittoria e sfuggente della città.

l’autore

 

Maria Gargotta è nata a Napoli il 27 dicembre 1957, dove vive. Si è laureata in Lettere classiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il 28 ottobre 1983, con la votazione di 110 e lode, discutendo una tesi in Letteratura Italiana  sulla poetica di Giovanni Gioviano Pontano. Come vincitrice di concorso, ha insegnato Materie letterarie nella Scuola media e negli Istituti secondari di secondo grado.  È attualmente in attività, come docente di Materie letterarie, presso il Liceo Artistico di Napoli. È stata cultrice della materia negli insegnamenti di Letteratura Italiana e Critica letteraria e letterature comparate presso il Corso di Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Si occupa di critica letteraria, di narrativa e di poesia. Ha partecipato a concorsi letterari, conseguendo quattro premi: un primo e un secondo posto per la narrativa e per la poesia.
Ha al suo attivo diverse pubblicazioni scientifiche nei volumi: Vincenzo Maria Rippo, Incontro e distacco, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1990. Con Francesco D’Episcopo, Sergio Campailla. Stagioni siciliane tra narrativa e critica, Graus editore, Napoli 2008. La Salerno letteraria di Francesco D’Episcopo: Masuccio e Alfonso Gatto, Edizioni Plectica, Salerno 2009. È, inoltre, autrice di ampi saggi su Montale pittore, Enzo Striano, William Wordsworth.

Presentazione del libro “L’Orologio Smarrito” di Carmen Moscariello, editore Guida.

28 Mag , 2015,
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Introduce e coordina Gennaro Famiglietti – Presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale

Intervengono con l’autrice, Carmen Moscariello,  Raffaele Messina e Annella Prisco

Letture di Wanda Marasco

Giovedì 28 maggio 2015 – ore 18.00 – Istituto di Cultura Meridionale – Via Chiatamone 63 – Napoli – Palazzo Arlotta

 

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Emozioni intense, riflessioni esistenziali, alternanza di luci ed ombre, si intrecciano con forza nella raccolta di liriche

di Carmen Moscariello “L’orologio smarrito” in cui l’autrice, attraverso un percorso interiore di sicura matrice auto

biografica,  ripercorre valori etici e tratti universali della condizione umana trasmettendo all’autore, attraverso una

serie di metafore, immagini di forte intensità, filtrate sempre con la lente dell’introspezione, e ricche anche di

un profondo senso religioso. Altra caratteristica che dona  pregio all’opera è la musicalità dei versi che riescono a

raggiungere le corde più profonde del lettore, restituendogli

una dimensione di luce e di grande armonia del sentire, in un susseguirsi di immagini reali ed oniriche, tenute

unite dal senso dell’equilibrio, e con una continua attenzione ai passaggi più importanti del vivere.

(Annella Prisco)

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Arrestare la corsa verso il nulla “L’Orologio Smarrito” di Carmen Moscariello

di Fiorella Franchini

       “Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni”scrive Jeremy Irons. Carmen Moscariello usa piccoli ingranaggi per viaggiare e quando il suo orologio si ferma, il tempo riprende vita.     “L’orologio smarrito” – Guida editore – contiene una poesia così immediata e quotidiana da abitare le singole parole. Ogni verso fugge lontano e ritorna, riportando pensieri che respirano, parole che sussurrano.

Perché questo titolo per la sua silloge, Carmen?

Inizialmente l’avevo intitolata L’Incompiuta” ma alla fine del lavoro ho cambiato il titolo perché mi sono resa conto che in esso era narrato non solo il mio destino ma quello di tante persone care. Di questi infiniti percorsi umani, in cui la natura ha un ruolo determinante, si nutre questo mio sentire.

Che cosa intende per smarrito?

“Smarrito” va inteso non come abbandono della vita ormai tarda, ma il tempo come assoluta ricerca della libertà e della giustizia, come totale appassionata appartenenza all’umanità che non sempre si volta al grido d’amore dei poeti.

Aleggia un mistero difficile da spiegare che rivela l’invisibile dentro l’invisibile. Emozioni dell’anima, colorate d’ogni sfumatura, che fabbricano immagini. Metafore e richiami che hanno un affascinante potere comunicativo ed evocativo. C’è l’intera storia del cuore umano nelle parole di Carmen Moscariello e nei suoi silenzi perchè “una poesia è fatta anche di silenzio”.

Che cosa è il tempo?

Se pensiamo alla sua trasparenza, potremmo dire che il tempo sia leggibile e, come storia, ognuno di noi sia protagonista del suo tempo, nella successione dei fatti che spesso, o a volte, sul cuscino di pietra della memoria ognuno di noi ha l’opportunità di valutarlo, di giudicarlo nelle singole azioni o in tutte le azioni che determinano la vita.

Poche pagine dense di storia, quello del suo percorso esistenziale, costellato di difficoltà e di gioie, di quotidiano che diventa rappresentazione completa della realtà umana. “Una polifonica romanza d’amore, di vita, di sogni, di affetti per i figli, i nipoti, per una storia che ha ed ha avuto vicissitudini ricche di humanitas, e zeppe di empatia” la definisce Nazario Pardini nella prefazione. Nessun senso edonistico, né pessimismo ma un grande amore per la vita trasmesso con efficacia espressiva e morale.

“Ma cos’è mai la poesia?Più d’una risposta incerta è stata già data in proposito” si chiede Szymborska e gli fa eco il critico Raffaele Messina che, soffermandosi sui versi dell’autrice, durante la presentazione del libro all’Istituto di Cultura Meridionale con Annella Prisco, Wanda Marasco e Gennaro Famiglietti, si domanda quanto valga la parola poetica che regala emozioni e sentimenti, che ricerca e indaga il senso della vita. Inutile, appare, analizzare le radici e i tecnicismi; ovunque si percepisce un abbraccio tra poeti e un intreccio di scritture. Fortissimo è il valore del potenziale catartico di questa ispirazione sprigionato dalle espressioni figurate e dagli accostamenti di termini: la quercia è il simbolo di questa vita e poi “storie che raspano”, “mareggiate di sogni”, ”sussurri ruvidi”.

Melanconia del tempo, vaghezza, sogno, infinito atemporale. Nella semplicità dei contenuti un’essenza così pregnante da fornire un corrimano cui aggrapparsi per risalire il sentimento dell’essere e afferrare la contemporaneità, arrestando la corsa verso il nulla.

(napoliontheroad 1 luglio 2015)

 

 

Presentazione del libro Il sacrificio di Éva Izsák di Januaria Piromallo – edizioni Chiarelettere

8 Mag , 2015,
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«Januaria Piromallo ci racconta una spaventosa storia insabbiata, che lei stessa ha portato alla luce. La storia crudele di Éva, mandata a morire quando già si sentiva salva, vittima di fuoco amico.» Isabella Bossi Fedrigotti

«Tema sgradevole per la comunità ebraica. Totem e tabù che forse, a settant’anni di distanza, è ora possibile affrontare.» Mauro Suttora

Quella della giovane ebrea ungherese Éva Izsák, fatta suicidare nell’estate del 1944 a diciannove anni e mezzo, è una storia vera. Una storia atroce, perché a decretare la sua morte è stato chi l’avrebbe dovuta proteggere: Imre Lipstiz, ventiduenne, che qualche anno dopo cambierà nome e diventerà Imre Lakatos, il famoso filosofo erede di Popper. Éva si fidava di lui e degli altri resistenti perché era come loro. Erano tutti giovani, molti di famiglia ebrea, in fuga dai nazisti, comunisti, si chiamavano “compagni” e si preparavano a costruire la nuova Ungheria. Fu il filosofo Imre Toth, nel 2006 a Parigi, a raccontare questa storia a Januaria Piromallo e a donarle il manoscritto Il monumento di parole per Éva perché lei la raccontasse a sua volta. Januaria ha raccolto fonti, cercato negli archivi. Insieme al manoscritto (da cui sono tratti i corsivi di questo libro), sulla sua scrivania si sono impilati testi storici, saggi, articoli e foto dell’epoca. Ma le testimonianze ufficiali, se sono sufficienti a dare una versione dei fatti, non bastano a comprenderli. Ed è per comprendere che Januaria ha trasformato questa storia in un romanzo. Riempiendo i vuoti con l’immaginazione, sforzandosi di intuire i contorni delle cose anche lì dove le ombre erano troppo fitte per poterli scorgere.

introduzione di Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura meridionale

la scrittrice e giornalista Tjuna Notarbartolo intervista l’autrice

interventi di Giovanni Squame, presidente di Ali, e Domenico Ciruzzi, vicepresidente dell’Unione delle Camere penali italiane, con un momento musicale di Antonio Onorato

martedì 12 maggio, ore 18

Istituto di Cultura meridionale

palazzo Arlotta

via Chiatamone, 63 – 80121 Napoli

 

Presentazione del Libro di Angela Procaccini “D”

17 Apr , 2015,
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INVITO OTT.

Presentazione del Libro di Angela Procaccini “D”

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Angela Procaccini ha vissuto tra Napoli, Cava dei Tirreni e Salerno, Genova, Roma. La sua matrice è quella di docente di scuole superiori: laureatasi in Lettere classiche, ha ampliato le sue esperienze culturali e lavorative, collaborando con Melita Cavallo, Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri), quindi con il Presidente della Provincia di Napoli, organizzando e coordinando progetti culturali a beneficio di adolescenti di una realtà talora difficile come  quella di Napoli e del suo hinterland.

Dirigente scolastico di Istituti nautici, dal Mare ha tratto l’essenza per percorrere ancora le rotte della vita. Infatti il Mare, i Giovani, l’Amore, la Cultura sono stati da sempre il nutrimento della sua anima, la guida per andare avanti, il conforto della perdita di Simonetta, l’amata figlia. Nominata prima Cavaliere, poi Ufficiale della Repubblica, preferisce comunque sentirsi la “Partigiana dei ragazzi”, come è stata definita per la sua propensione a capire, ragionare con i ragazzi, e a creare in loro il “nucleo caldo” di valori e sentimenti.   Scrittrice sensibile e raffinata, oggi coordina per il Comune di Napoli percorsi di Mare e di Cultura per i giovani, con lo sguardo sempre fisso all’orizzonte lontano

È Presidente dal 2007 della Giuria del Premio Nazionale di poesia di Ischia (Associazione “Giochi di Natale”),  dal 2011 della Commissione esaminatrice dell’Associazione “La Catena”  per l’attribuzione di onorificenze ai Vigili del Fuoco, dal 2013 della  Commissione assegnataria dei “Nettuno”, Premio Mediterraneo,  per personalità che si siano distinte nel settore della difesa e della salvaguardia del Mare, a livello scientifico, culturale, sociale e politico,  (Arcipesca FISA).

Nello specifico, nella sua collaborazione  attiva con l’Assessorato al Lavoro del Comune di Napoli (a titolo volontario e gratuito) privilegia  percorsi che hanno come focus la formazione dei ragazzi e dei giovani (EBW, Sicurezza stradale, incontri culturali) e il Mare di Napoli e della Campania (“Protocollo “La  scuola va a bordo”, Giornata europea del Mare …)

Partecipa attivamente a percorsi di Legalità organizzati dalla Fondazione Polis e  da Libera, dopo la tragedia dell’uccisione della sua bambina Simonetta Lamberti per mano della Camorra.

Ha pubblicato per Guida editori numerosi libri di poesia (Come farfalla di maggio, Nebbie, Angeli senza ali, Sguardi,  La ninfa dei fiori, Lunghi capelli …), per  Graus editore, “D”,  un libro di racconti a sfondo socio/psicologico con prefazione di Bianca Berlinguer.

 

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