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Presentazione del libro Il sacrificio di Éva Izsák di Januaria Piromallo – edizioni Chiarelettere

8 Mag , 2015,
ICM
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«Januaria Piromallo ci racconta una spaventosa storia insabbiata, che lei stessa ha portato alla luce. La storia crudele di Éva, mandata a morire quando già si sentiva salva, vittima di fuoco amico.» Isabella Bossi Fedrigotti

«Tema sgradevole per la comunità ebraica. Totem e tabù che forse, a settant’anni di distanza, è ora possibile affrontare.» Mauro Suttora

Quella della giovane ebrea ungherese Éva Izsák, fatta suicidare nell’estate del 1944 a diciannove anni e mezzo, è una storia vera. Una storia atroce, perché a decretare la sua morte è stato chi l’avrebbe dovuta proteggere: Imre Lipstiz, ventiduenne, che qualche anno dopo cambierà nome e diventerà Imre Lakatos, il famoso filosofo erede di Popper. Éva si fidava di lui e degli altri resistenti perché era come loro. Erano tutti giovani, molti di famiglia ebrea, in fuga dai nazisti, comunisti, si chiamavano “compagni” e si preparavano a costruire la nuova Ungheria. Fu il filosofo Imre Toth, nel 2006 a Parigi, a raccontare questa storia a Januaria Piromallo e a donarle il manoscritto Il monumento di parole per Éva perché lei la raccontasse a sua volta. Januaria ha raccolto fonti, cercato negli archivi. Insieme al manoscritto (da cui sono tratti i corsivi di questo libro), sulla sua scrivania si sono impilati testi storici, saggi, articoli e foto dell’epoca. Ma le testimonianze ufficiali, se sono sufficienti a dare una versione dei fatti, non bastano a comprenderli. Ed è per comprendere che Januaria ha trasformato questa storia in un romanzo. Riempiendo i vuoti con l’immaginazione, sforzandosi di intuire i contorni delle cose anche lì dove le ombre erano troppo fitte per poterli scorgere.

introduzione di Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura meridionale

la scrittrice e giornalista Tjuna Notarbartolo intervista l’autrice

interventi di Giovanni Squame, presidente di Ali, e Domenico Ciruzzi, vicepresidente dell’Unione delle Camere penali italiane, con un momento musicale di Antonio Onorato

martedì 12 maggio, ore 18

Istituto di Cultura meridionale

palazzo Arlotta

via Chiatamone, 63 – 80121 Napoli

 

Enrico Euron Ensemble – Musiche d’amore, fede e libertà dall’Irlanda alla Scozia

13 Mar , 2015,
ICM
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Venerdì 13 marzo 2015 presso l’Istituto di Cultura Meridionale in concerto Enrico Euron Ensemble – Musiche d’amore, fede e libertà dall’Irlanda alla Scozia. Presenta l’evento Alessandro Iovino.

”Enrico Euron Ensemble” si esibirà per la prima volta a Napoli venerdì 13 marzo 2015 alle ore 20,30 nei saloni dell’Istituto di Cultura Meridionale (Via Chiatamone, 63) con un concerto intitolato ”Musiche d’amore, fede e libertà. Dall’Irlanda alla Scozia”.
Il gruppo e’ formato oltre che dal concertista e compositore Enrico Euron, tra i principali esecutori d’arpa d’Europa, anche dai vocalist Anne Gaelle Cuif e Lucio Malan.

Il presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale Gennaro Famiglietti ha dichiarato: ”Ospitare questo gruppo e’ per noi un grande onore. L’Istituto e’ sempre attento e pronto promuovere tutte le arti, anche quella così nobile espressa dall’Ensemble Enrico Euron. In particolar modo e’ un piacere avere come ospite Lucio Malan, questore del Senato della Repubblica, ma qui a Napoli in veste di vocalist raffinato”.

Alessandro Iovino, che presenterà la serata, ha aggiunto: ”Sono lieto che questo gruppo giunga a Napoli per sostenere un concerto di beneficenza in favore della Christian House di Napoli. Sarà l’occasione per assistere ad una serata di cultura, di deliziose armonie, ma anche per fare del bene con una libera donazione in favore della nostra associazione che sostiene i più deboli”.

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